Gas tecnico


Acetilene (C2/H2) > precauzioni e consigli per un utilizzo sicuro dell'acetilene


Generalità

Gas incolore, dall’odore caratteristico, appena più leggero dell’aria. Infiammabile leggermente narcotico, è classificato “asfissiante semplice”. Viene trasportato in recipienti ove si trova generalmente disciolto in acetone adsorbito in una materia porosa occupante l’intero volume del recipiente. Questa condizione assicura la stabilità del gas,evitando il rischio di decomposizione esplosiva. I recipienti per acetilene sono identificati dalla colorazione arancione dell’ogiva. Essi sono sottoposti a revisione periodica ai sensi del D.M.12.09.1925 e successive norme integrative.

Principali rischi

Può formare con aria, ossigeno e altri gas comburenti miscele potenzialmente esplosive.
Allo stato libero è soggetto a decomposizione esotermica (esplosiva) in assenza di aria. Si ritiene che tale decomposizione non possa avvenire per pressioni inferiori a 1.5 bar manometrici.

     Possono generare esplosioni:
-  
la presenza di aria in un circuito;
-  ritorni d’ossigeno a partire dal  cannello;

-
  ritorni di fiamma lungo tubazioni sprovviste di dispositivi di sicurezza;
-
  fughe di gas nell’ambiente;
-
  eccetera

Può reagire violentemente in particolare con sostanze ossidanti e comburenti.

Principali precauzioni e consigli

Nei luoghi di lavoro e deposito deve essere vietato fumare, accendere fiamme e produrre scintille. I divieti devono essere riportati in appositi cartelli e affissi. Tali luoghi ed i mezzi di trasporto (comprese le camionette officina) devono essere ben areati.

·      Gli impianti elettrici devono essere realizzati nel rispetto della normativa vigente (Normativa tecnica CEI).
·
      Non inviare acetilene in circuiti non preventivamente bonificati con un gas inerte.
·
      I recipienti collegati ad una medesima rampa devono essere utilizzati simultaneamente: questo per evitare travasi da recipienti
       pieni ad altri parzialmente pieni o vuoti.

·
      Controllare periodicamente la tenuta dei circuiti: per la ricerca di eventuali perdite non utilizzare mai una fiamma ma acqua
       saponosa o appropriati tensioattivi.

·
      Utilizzare materiali appropriati, compatibili anche con il solvente. E’ vietato l’uso di rame, argento e loro leghe (contenenti
       rispettivamente più del 50% di argento e più del 70% di rame) che potrebbe dare luogo alla formazione di acetiluri instabili.

·
      Nelle reti di distribuzione e di utilizzo presso clienti la pressione dell’acetilene non deve superare 1.5 bar manometrici.
·
      Non utilizzare i recipienti in posizione orizzontale e non vuotarli mai completamente.
·
      E’ vietato travasare acetilene da un recipiente ad un altro (rischio di esplosione).
·
      Non movimentare i recipienti sprovvisti di cappellotto e non esporli a temperature superiori ai 50° C.
·
      Durante il trasporto le valvole devono essere protette con cappellotto.
·
      Negli impianti devono essere adottati e collocati nelle posizioni opportune dispositivi contro ritorni di fiamma ed esplosioni dovuti
       ad una eventuale decomposizione del gas (vedere Circolare n. 17 del 10.02.1984 del Ministero del Lavoro – Art. 253 DPR 547/1955)
·      Per evitare pericolosi trascinamenti di solvente non erogare da un solo recipiente portate orarie superiori a 1/6 della quantità del
       gas all’interno del recipiente; tale quantità  può essere controllata per pesata.

Alcune raccomandazioni particolari nella saldatura ossiacetilenica

 

1.    Accertarsi della presenza dei dispositivi di sicurezza (antiritorno di fiamma, di gas ecc.) montati all’inizio delle tubazioni e sui
       riduttori (vedi Circolare n. 17 del 10.02.1984 già citata).

2.    Non lasciare mai il cannello acceso vicino ai recipienti; tenerlo a debita distanza dai recipienti.

3.    Non effettuare operazioni di saldatura con i tubi di adduzione dei gas arrotolati intorno ai recipienti.

4.    Non utilizzare i recipienti di acetilene in posizione orizzontale. Essi devono sempre essere posti su apposito carrello o diversamente
       ancorati.
5.   
In caso di manifestazione di ritorno di fiamma, chiudere immediatamente i rubinetti del cannello e le valvole dei recipienti.
       Ispezionare il circuito (compresi i dispositivi di sicurezza) prima di riaccendere la fiamma.

6.   
Eseguire un controllo periodico della efficienza e della pulizia dei dispositivi di sicurezza.
7.    Per fermate brevi: chiudete i rubinetti del cannello. Per fermate lunghe: chiudere le valvole dei recipienti, depressurizzare il circuito
       attraverso i rubinetti del cannello( aprendoli e chiudendoli uno alla volta) e allentare la vite di regolazione dei riduttori di
       pressione.

8.    Attenersi a tutte le altre disposizioni di sicurezza connesse con l’operazione di saldatura che i responsabili impartiranno. La
       saldatura in ambienti a rischio di incendio deve essere condotta con l’osservanza anche delle norme di sicurezza attinenti allo
       specifico rischio e secondo le modalità operative fornite dal committente.

 

Interventi di emergenza

In caso di fughe senza fiamma:
chiudere la valvola di alimentazione del gas, non utilizzare fiamme né apparecchiature elettriche nelle zone dove il gas fuoriuscito può essere accumulato. In ogni caso aerare abbondantemente. Se non è possibile l’intercettazione del gas circoscrivere la zona, vietare l’avvicinamento delle persone e portare il recipiente in zona aerata lasciando che si svuoti.

In caso di fughe con fiamma:

chiudere la valvola di alimentazione del gas, se l’operazione non presenta rischi, e procedere all’estinzione del fuoco con estintori in polvere. Se non è possibile l’intercettazione, lasciare bruciare il gas e, operando da posizione protetta, raffreddare i recipienti e le installazioni vicine lambite dalle fiamme con una lancia ad acqua (vedere punto successivo).

Recipienti che riscaldano:
se un recipiente d’acetilene si riscalda accidentalmente, per esempio in seguito ad un ritorno di fiamma, si deve rapidamente:

-    Chiudere la valvola e, da posizione protetta, irrorare con acqua il recipiente finché la parete sia fredda(vale a dire finché la sua
     superficie resti umida a irrorazione interrotta. Questa operazione può durare parecchie ore);

-    Evacuare il luogo e vietarne l'accesso alle persone non autorizzate;

-    Chiamare i vigili del fuoco;
-    Chiedere ulteriori consigli al fornitore.


Recipienti coinvolti in un incendio
:
se i recipienti si trovano coinvolti in un incendio e non possono essere evacuati(non spostare, in ogni caso, recipienti che al tatto risultino caldi) procedere ad irrorare con acqua come specificato nel punto precedente. Contrassegnare chiaramente tutti i recipienti surriscaldati e/o coinvolti in un incendio e informare il fornitore prima di qualsiasi manipolazione o trasporto.